Altri Progetti

“I trentini e la scienza”

La prima ricerca del progetto è partita da una survey su “Scienza tecnologia ed opinione pubblica in Trentino”, condotta su un campione di 806 soggetti, rappresentativo della popolazione trentina sopra i 18 anni. I dati ottenuti sono stati messi in relazione sia al contesto nazionale che internazionale. I risultati della ricerca sono stati presentati il 16 ottobre 2007 e pubblicati nel volume “I Trentini e la Scienza – Primo rapporto su Scienza, Tecnologia e Opinione pubblica in Trentino”, consultabile anche in versione pdf dal sito del progetto.

I trentini hanno un interesse per la scienza più elevato della media italiana, che si esprime soprattutto nella frequentazione di musei e di altri eventi pubblici dedicati alla scienza: oltre 4 trentini su 10 hanno visitato almeno un museo o una mostra scientifica nel corso del 2007, mentre la media italiana e di circa 1 su 4.

Questo interesse si riflette anche in un livello di alfabetismo scientifico che è nettamente più elevato della media italiana ed in linea con quella europea.

L’immagine della scienza e degli scienziati che prevale nell’opinione pubblica del Trentino è generalmente positiva: la stragrande maggioranza dei cittadini ne riconosce i benefici e il ruolo centrale nello sviluppo economico (per il 91% la scarsità di investimenti in ricerca condanna inevitabilmente un Paese al declino).

Gli scienziati spiccano come l’interlocutore più credibile allorché scienza e tecnologia divengono temi controversi, seguiti da ambientalisti e associazioni civiche, mentre la classe politica presenta un grave deficit di credibilità.

Gli atteggiamenti dei trentini verso la scienza non sono tuttavia esenti da ambivalenze su aspetti più specifici dell’organizzazione della ricerca: ad esempio, quote non trascurabili credono che gli interessi economici gravino sulla ricerca e che non vi sia trasparenza delle procedure di reclutamento, con particolare riferimento all’equità tra i generi: il 70% e convinto che l’ambiente di lavoro degli scienziati sia “dominato dai maschi”. Ancor più diffusa è la sensazione che la ricerca italiana sia penalizzata da troppa burocrazia e condizionata dal peso della politica. La ricerca scientifica è una delle priorità dei trentini in materia di investimenti pubblici; il 21% la indica addirittura come la priorità assoluta, dietro assistenza sanitaria e istruzione, ma davanti alla lotta alla criminalità e all’incentivazione di settori quali a gricoltura e turismo.

I settori di ricerca considerati da privilegiare sono soprattutto quelli legati all’ambiente: energie rinnovabili e ricerche sui mutamenti del clima. L’attuale stato della ricerca in Trentino è giudicato più positivo di quello nazionale, anche se quasi 1 intervistato su 4 auspica maggiore attenzione della ricerca alle esigenze del territorio.

In generale, emerge a diversi livelli una richiesta di maggiore coinvolgimento nelle decisioni che riguardano scienza e tecnologia: oltre l’80% ritiene che i cittadini dovrebbero essere più coinvolti e il 46% afferma addirittura che le priorità della ricerca debbano essere definite con il concorso di ‘tutti i cittadini’. Da questo si comprende la diffusa aspettativa di un maggiore impegno dei ricercatori nell’informare i cittadini sui risultati delle proprie ricerche.

Oltre al testo completo “I Trentini e la Scienza – Primo rapporto su Scienza, Tecnologia e Opinione pubblica in Trentino” a cura di Lorenzo Beltrame e Massimiano Bucchi (Università di Trento, 2007, 108 pagine) è disponibile la sintesi dei risultati raggiunti.

“Viver sani in città”

L’attività fisica, intesa in senso lato per comprendere anche la mobilità a piedi ed in bicicletta, è uno strumento fondamentale per la salute delle persone e per proteggere l’ambiente. Ciononostante, la società moderna tende a rimuoverla dalla vita quotidiana, con effetti nocivi per la salute psicofisica e per l’ambiente.

Commissionato dal Servizio Organizzazione e Qualità delle Attività Sanitarie della Provincia Autonoma di Trento, lo studio Viver sano in città ha avuto la finalità di conoscere atteggiamenti e comportamenti dei trentini nei confronti della vita in città, con riferimento all’adozione di stili di vita sani, alla mobilità e ai consumi sostenibili, delineando le caratteristiche del target per una futura campagna sugli stili di vita sani e compatibili con l’ambiente.

Oltre all’analisi della letteratura esistente, si è fatto ricorso a tecniche di rilevazione sia quantitative (survey con il metodo CATI su un campione di 802 cittadini di Trento e Rovereto) che qualitative (2 focus group e una serie di sessioni di osservazione etnografica in nodi strategici delle due città).

Gli abitanti di Trento e Rovereto presentano una preoccupazione diffusa per l’inquinamento delle città, ritenuto una seria minaccia alla salute, nonostante sia considerato secondario per mantenersi sani rispetto allo svolgere una regolare attività fisica e ad avere una buona alimentazione.

Sul piano della mobilità, la maggior parte dei trentini combina diverse scelte dei mezzi di trasporto, presentando raramente la scelta esclusiva di automobile, mezzi pubblici, bicicletta o camminare. L’automobile è usata esclusivamente solo nel 15% dei casi. L’uso prevalente della bicicletta e dei mezzi pubblici appaiono poco frequenti, motivati sia dalla lunghezza dei tragitti che dall’organizzazione dei mezzi pubblici. Al contrario, chi sceglie di spostarsi a piedi o in bicicletta scarta le motivazioni strategiche (tragitti brevi o difficoltà di trovare parcheggio), adducendo quelle di tipo salutistico.

Si nota una corrispondenza tra uso dell’automobile e percezione dell’inquinamento: chi la usa tende a considerarla indispensabile, oltre a percepire l’esigenza di poter circolare senza impedimenti, viste tutte le tasse che paga per farlo; chi la usa meno percepisce molto di più il problema dell’inquinamento. I più giovani tendono a giustificare maggiormente l’uso delle autovetture. C’è una relazione chiara tra i mezzi di trasporto utilizzati e gli atteggiamenti verso i mezzi di trasporto, traffico ed orizzonti di preoccupazione: probabilmente la prima scelta è di carattere strategico (lunghezza dei percorsi e valutazione del movimento fisico come salutare) mentre le convinzioni sulla nocività dell’uso diffuso delle automobili si sviluppano di conseguenza.

Riferimenti: “Vivere sani in città: conoscenze, comportamenti e opinioni dei cittadini di Trento e Rovereto”, di L. Beltrame, A. Bertagnolli, M. Bucchi, in Vivere sani in città. La promozione di stili di vita salutari e sostenibili nel contesto urbano (a cura di V. Curzel), Provincia Autonoma di Trento, 2010: pp. 329-502.

“La percezione dell’impatto della ricerca scientifica trentina”

Per valutare la percezione che hanno i trentini nei confronti della ricerca scientifica prodotta dagli enti e dalle organizzazioni di ricerca operanti in provincia di Trento, sono stati realizzate delle interviste telefoniche, con la tecnica CATI, su un campione di 1205 soggetti, per quote proporzionali riferite a comune di residenza, genere e fascia di età.

I trentini ritengono che l’attenzione data alla ricerca e la qualità del sistema formativo e universitario siano migliori in Trentino che nel resto d’Italia, sebbene l’eccellenza del Trentino sia riconosciuta soprattutto grazie alla qualità della vita e dei servizi al cittadino, più che per la sua ricerca scientifica.

In questa immagine positiva è fondamentale la percezione dell’efficienza del settore pubblico entro cui si colloca la ricerca: è considerato favorevolmente l’intervento dell’Amministrazione Provinciale a supporto della ricerca scientifica, tanto più quanto maggiore è la convinzione che il Trentino dia un’attenzione maggiore alla ricerca rispetto al resto d’Italia e che i servizi qui siano più efficienti.

La ricerca degli enti trentini è percepita positivamente. L’ambito considerato più rilevante è quello delle tematiche ambientali. La percezione della rilevanza è maggiore tra i soggetti più informati e tra coloro che li conoscono meglio, oltre che tra coloro che sono convinti che in Trentino la ricerca riceva più attenzione. >I trentini presentano anche una propensione elevata e maggiore rispetto al resto d’Italia a finanziare gli enti di ricerca con le proprie donazioni.

In quest’immagine tendenzialmente positiva, l’unica ombra è costituita dalla scarsa conoscenza degli enti di ricerca trentini, dato che suggerisce la necessità di migliorare le strategie promozionali e di comunicazione pubblica della propria attività da parte degli enti.

Link della pubblicazione

“Scienza e nuove generazioni”

STSTN ha condotto una rilevazione nell’ambito del network Rose (the Relevance of Science Education) nelle scuole del Trentino.

Il progetto Rose coinvolge oltre 40 Paesi e analizza in chiave comparata gli orientamenti dei ragazzi delle scuole superiori nei confronti della scienza, in particolare degli studi e delle carriere in ambito scientifico-tecnologico, rappresentando pertanto un ideale complemento alla rilevazione Pisa (Programme for International Student Assessment) condotta dall’Ocse.

L’indagine in Trentino è stata realizzata in colla­borazione con Iprase (Istituto Provinciale per la Ricerca e la Speri­mentazione Educativa).

I risultati sono stati presentati e discussi in un incontro del novembre 2010 e pubblicati nel testo “Scienza e nuove generazioni: i dati ROSE in Trentino”, di Bazzanella A., Beltrame L. e Giovanetti S. (Editore Provincia Autonoma di Trento – IPRASE, 2011). Scarica il pdf del testo e della copertina.

“Ricercatori, comunicazione e mass media”

Dopo una serie di studi sulla percezione pubblica e sulla copertura mediale di scienza e tecnologia, nel 2011 il progetto Scienza Tecnologia e Società ha focalizzato la propria attenzione sugli orientamenti dei ricercatori nei confronti del pubblico e della comunicazione.

La ricerca “Scienziati e Media” si situa all’interno di una più ampia rete di ricerca internazionale che ha già coinvolto 1.354 ricercatori di cinque paesi: Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, e utilizza lo stesso strumento di rilevazione in modo da permettere un’analisi comparata. I primi risultati dello studio internazionale sono stati pubblicati nel 2008 sulla rivista Science.

La metodologia della ricerca ha previsto la somministrazione di un questionario online della durata di circa 20 minuti al personale di ricerca della Fondazione Edmund Mach e della Fondazione Bruno Kessler. L’obiettivo è di natura scientifica, privo di qualunque intento valutativo; l’indagine non è stata commissionata da terzi. I risultati sono stati presentati e discussi in un incontro nel dicembre del 2012 e saranno diffusi tramite report di ricerca e pubblicazioni scientifiche.

Per ogni chiarimento sullo studio si può scrivere a scienziatiemedia@soc.unitn.it

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